Da Starbucks si paga con l'iPhone

Starbucks introduce un sistema di mobile payment per cellulari: lo smartphone diventa, così, il più valido sostituto della carta di credito.
Da Starbucks si paga con l'iPhone
Starbucks introduce un sistema di mobile payment per cellulari: lo smartphone diventa, così, il più valido sostituto della carta di credito.

Starbucks, una delle più grandi catene di caffetterie a livello mondiale, ha introdotto negli Stati Uniti una piccola rivoluzione dei pagamenti che, qualora avesse successo, potrebbe presto diventare uno standard per l’intero settore commerciale. Grazie a un’apposita applicazione per smartphone, sarà infatti possibile saldare i propri acquisti senza la necessità di portare con sé contanti o carte di credito.

Il progetto, partito in sordina qualche mese fa e ora allargato ai 6.800 negozi presenti sul suolo statunitense, si è già rivelato un successo. Per accedere al servizio di “mobile payment“, è sufficiente scaricare un’apposita applicazione per iPhone, iPod Touch, Blackberry e memorizzare i dati della propria carta di credito. Effettuato un ordine, verrà visualizzato a schermo un codice a barre che, letto da un apposito scanner presente nei negozi della catena, provvederà in modo automatico a scalare il dovuto dal proprio conto.

Starbucks, tuttavia, non è la prima società a lanciare questo innovativo mezzo di pagamento. Lo scorso dicembre, la catena d’abbigliamento Old Navy ha testato, in collaborazione con Apple, un sistema di mobile payment tramite iPhone e iPod Touch addirittura più comodo di quello in uso nelle caffetterie americane. Mentre Starbucks continua a richiedere l’interazione con un commesso, la proposta di Old Navy consente al cliente di effettuare pagamenti in qualsiasi punto del locale. In questo modo, non solo si approfitta della comodità di evitare i contanti, ma si evitano anche le interminabili code alle casse.

Pare, tuttavia, che la scelta di Starbucks di non implementare un servizio di questo tipo sia tutt’altro che immotivata. I pagamenti “near field“, ovvero quelli effettuabili in qualsiasi posizione del negozio senza l’assistenza di un responsabile, non avrebbero ancora raggiunto una maturità tale da essere applicati su grande scala. I consumatori della catena, invece, avevano richiesto esplicitamente di poter utilizzare i propri smartphone da subito, senza troppo attendere le evoluzioni tecnologiche. E, in effetti, la scelta del coffee-maker si è rivelata vincente: ben 1 pagamento su 5 è mobile, nonostante il servizio sia stato implementato soltanto lo scorso giovedì.

Il sistema di scanning 2D dei codici a barre, interamente sviluppato da Starbucks senza l’aiuto di nessun big dell’informatica, ha generato grande soddisfazione negli headquarter della società, come confermato dal vicepresidente Brady Brewer: «È la modalità più comoda per pagare. Il tuo portafoglio e la tua borsetta non sono sempre con te, ma il tuo cellulare sì.»

Chissà che tale esperimento su larga scala non invogli altre società a fare altrettanto, rendendo il mobile payment una consuetudine diffusa quanto la carta di credito. Per vederlo in azione in Italia, tuttavia, bisognerà attendere ancora molto tempo: nonostante i numerosi rumor circolati negli ultimi mesi, pare Starbucks non sia ancora pronta a sbarcare in un paese con una così radicata tradizione per il caffè, difficilmente sostituibile con le proposte a stelle e strisce.

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